Una serata interclub dedicata al patrimonio ferroviario italiano e alle opportunità che il suo recupero offre ai territori.
Il 29 settembre 2026, al Relais Bella Rosina, il Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo ha ospitato Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione FS Italiane e amministratore delegato di FS Treni Turistici Italiani, per una serata sul tema «Il treno storico come memoria e sviluppo del turismo italiano».
Il presidente Franco Fenoglio ha introdotto l’incontro richiamando il ruolo delle ferrovie nella vita del Paese e invitando a conoscere più da vicino un patrimonio che unisce storia, competenze tecniche e possibilità di sviluppo.
Insieme ai soci, ai consorti e agli ospiti del nostro Club, erano presenti Alberto Bich, governatore incoming del Distretto 2031 per l’anno rotariano 2027-2028; Elisabetta Cocito, presidente del Rotary Club Torino Nord, accompagnata dal marito Luigi Sacchi; Bruno Ferrari, presidente del Rotary Club La Fenice di Torino; Barbara Bessolo, presidente del Rotary Club Ivrea, e altri soci dei club ospiti.
È stato un piacere e un onore accogliere gli amici degli altri club e condividere con loro questa occasione di incontro e conoscenza. Una serata vissuta nello spirito di «Rotary senza confini», in cui il nostro Club crede: coltivare le relazioni tra club, scambiare esperienze e sentirsi parte di una comunità più ampia.
Cantamessa ha coinvolto il pubblico con un racconto ricco di passione, nel quale l’esperienza professionale si è intrecciata con il legame personale con il mondo ferroviario. Si è definito «orgogliosamente ferroviere», ricordando che proprio a Torino mosse i primi passi della sua carriera. Dai modellini dell’infanzia ai treni reali, quella passione continua a guidare il suo lavoro.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al Piemonte, alla sua rete ferroviaria e al contributo dato all’innovazione dei trasporti. Dai collegamenti con il mare, la Francia e Milano alle automotrici Fiat e al Pendolino, il relatore ha ripercorso pagine di storia industriale che meritano di essere conosciute e tramandate.
Al centro dell’intervento, il recupero delle linee storiche e il loro valore per i territori attraversati. Attraverso il progetto «Binari senza tempo», Cantamessa ha illustrato il lavoro della Fondazione FS per restituire vita a tratte e convogli, mostrando come il turismo ferroviario possa portare visitatori nei borghi e nelle aree interne, sostenendo ristoranti, strutture ricettive e attività locali.
Gli esempi raccontati hanno spaziato dal Piemonte all’Irpinia, fino alle ferrovie tra Abruzzo e Molise. Il recupero del patrimonio ferroviario è stato presentato come un investimento capace di unire memoria, turismo e sviluppo locale. Viaggiare lentamente permette di osservare il paesaggio, scoprire luoghi e fare del percorso una parte essenziale dell’esperienza.
Questa tutela richiede anche competenze da preservare: restaurare una locomotiva, mantenerla in funzione e condurre un treno storico significa custodire e trasmettere saperi tecnici. Accanto ai convogli e alle linee, la Fondazione conserva musei, edifici, documenti e fotografie che raccontano l’evoluzione delle ferrovie e della società italiana.
Particolarmente suggestivo il racconto del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, affacciato sul mare e legato alle origini della ferrovia in Italia. Una presentazione che ha anticipato la visita prevista durante il viaggio del Club in ottobre, offrendo ai partecipanti nuove chiavi di lettura per apprezzarne il valore.
Le domande del pubblico hanno aperto un confronto sui treni di lusso, sulle prospettive delle linee inutilizzate e sulle soluzioni tecniche che hanno segnato la storia ferroviaria. L’incontro si è concluso con la consegna a Cantamessa del gagliardetto e della cravatta del Club e con una foto insieme ai rappresentanti rotariani presenti.
Un grazie a Luigi Cantamessa per averci accompagnato alla scoperta di un’Italia che si può conoscere anche dal finestrino, e agli amici degli altri club per aver condiviso con noi una serata di cultura, curiosità e amicizia rotariana.





