Martedì 28 aprile 2026 – Relais Bella Rosina – ore 20:00
La serata è stata dedicata ai giovani e alle esperienze formative promosse dal Rotary. In un clima di ascolto, curiosità e partecipazione, alcuni ragazzi sponsorizzati dal Club hanno condiviso ciò che hanno vissuto attraverso i programmi RYPEN, RYLA e RYE: percorsi diversi per età, durata e contenuti, ma accomunati dallo stesso obiettivo, cioè aiutare i giovani a crescere, confrontarsi, mettersi alla prova e scoprire nuove prospettive.
Le testimonianze hanno permesso di comprendere in modo concreto il valore dell’investimento del Rotary nelle nuove generazioni. Non si è trattato soltanto di raccontare viaggi, corsi o attività formative, ma di restituire emozioni, consapevolezze, amicizie e strumenti che ciascuno porterà con sé nel proprio percorso personale.
RYLA 2026 – Leadership antifragile
Pietro racconta la sua esperienza
Pietro, studente al terzo anno di Economia Aziendale, sta completando la propria tesi sotto la guida del professor Davide Calandra. Già l’anno precedente aveva avuto modo di avvicinarsi al mondo Rotary collaborando alla stesura del bilancio sociale del Distretto 2031. Successivamente, grazie a Marino, ha conosciuto più da vicino il Club, che ha scelto di sponsorizzarlo per la partecipazione al RYLA 2026.
L’edizione di quest’anno aveva come titolo **“Leadership Antifragile: trasformare il cambiamento in opportunità”**. Il corso, rivolto a giovani tra i 18 e i 30 anni, si è svolto dall’11 al 15 marzo a Granozzo con Monticelli, in provincia di Novara, e ha coinvolto undici partecipanti provenienti da diverse realtà del territorio. La formazione è stata curata dalla società milanese Granchi and Partners, con quattro formatori che si sono alternati nel corso delle giornate.
Il percorso si è sviluppato intorno a quattro pilastri fondamentali: leadership, comunicazione, lavoro di squadra e servizio. La leadership non è stata presentata come una posizione gerarchica, ma come la capacità di guidare un gruppo in modo condiviso, valorizzando il contributo di ciascuno. La comunicazione è stata affrontata non solo come capacità di parlare, ma soprattutto come disponibilità ad ascoltare, comprendere i segnali degli altri e offrire feedback costruttivi. Il lavoro di squadra ha portato i partecipanti a riflettere sulla gestione dei conflitti, sull’intelligenza emotiva e sul valore insostituibile di ogni componente del gruppo. Infine, il servizio è stato collegato al motto “uniti per fare del bene”, sottolineando l’importanza di una visione comune e di un’azione concreta sul territorio.
Il tema centrale del corso è stato quello dell’antifragilità. Pietro ha spiegato come questo concetto vada oltre la semplice capacità di resistere alle difficoltà: essere antifragili significa saper trasformare crisi, cambiamenti imprevisti e momenti di incertezza in occasioni di crescita. Di fronte al cambiamento, infatti, si può restare immobili e lasciarsi sopraffare; si può essere resilienti, resistendo senza però trasformarsi davvero; oppure si può diventare antifragili, uscendone rafforzati, più consapevoli e meglio preparati per affrontare nuove sfide.
Durante il RYLA, questi concetti sono stati tradotti in esercizi pratici, simulazioni e strumenti di lavoro. I partecipanti hanno affrontato il modello BUCA, legato a volatilità, incertezza, complessità e ambiguità; la matrice di Covey; l’analisi dell’errore come occasione di miglioramento; e casi concreti legati all’attività dei Club Rotary.
Dal punto di vista personale, Pietro ha raccontato giornate molto intense, con quattro ore di formazione al mattino, quattro al pomeriggio e un’ulteriore sessione dopo cena. Un ritmo impegnativo, ma vissuto con grande coinvolgimento. Ha sottolineato come raramente gli fosse capitato di mantenere un livello di attenzione così alto per tante ore consecutive.
Accanto alla parte formativa, è stato altrettanto importante l’aspetto umano. La convivenza con ragazzi e ragazze provenienti da contesti diversi, il confronto continuo, le conversazioni informali e la condivisione di momenti quotidiani hanno reso l’esperienza particolarmente significativa. Pietro ha ricordato anche l’opportunità di condividere la camera con Filippo Invernizzi, figlio del Governatore del Distretto 2031.
A pochi giorni dalla conclusione del RYLA, mentre si trovava in viaggio sul Treno della Memoria, Pietro ha scritto una nota molto sentita:
«Seppure in viaggio, mi mancano i cinque giorni appena trascorsi. Mi mancano le interminabili lezioni, le cene, le serate in centro. Quest’esperienza mi ha dato davvero tanto.»
In chiusura, Pietro ha ringraziato il Club per la sponsorizzazione e per l’accoglienza, evidenziando come l’investimento del Rotary sui giovani abbia prodotto un ritorno concreto: nuove competenze, nuove amicizie e una maggiore consapevolezza personale sui temi della crescita, dell’umiltà e della leadership.
RYE – Rotary Youth Exchange
Chiara racconta la sua esperienza in Wisconsin
Chiara ha condiviso la propria esperienza di scambio negli Stati Uniti, nello stato del Wisconsin, dove è stata ospitata da una famiglia composta dai genitori e da una ragazza della sua età. La famiglia viveva in una piccola cittadina chiamata The Forest, nei pressi della capitale Madison.
Fin dai primi giorni, Chiara è stata coinvolta nella vita quotidiana della famiglia ospitante, molto appassionata di sport e attività all’aria aperta. Durante il soggiorno ha vissuto esperienze nuove e molto diverse dalla sua quotidianità: un campeggio di quattro giorni nella zona di Door County, il parasailing agganciata a un paracadute trainato da una barca, uscite in kayak su fiumi e laghi, passeggiate sulla spiaggia e persino una serata al drive-in, per vedere un film in macchina sotto le stelle.
A Madison ha visitato le vie principali della città, lo State Capitol con una visita guidata e ha assistito a un musical scolastico in cui recitava la ragazza della famiglia ospitante. Ha conosciuto le sue amiche e ha condiviso con loro momenti semplici ma significativi, giocando a basket, padel e tennis.
Una delle parti più intense dell’esperienza è stata un viaggio in auto di circa due settimane attraverso diversi stati americani. Le tappe principali sono state Indianapolis, dove Chiara ha assistito a una partita di basket universitario; Green Bay, città simbolo del football americano, dove ha visitato lo stadio e provato per la prima volta a lanciare un pallone ovale; l’Ohio, con una sosta presso amici della famiglia ospitante; le Cascate del Niagara, vissute sia dal lato canadese sia da quello americano, con una gita in barca sotto i getti d’acqua; e infine New York, dove ha visitato Times Square, l’Empire State Building e ha preso il traghetto per vedere la Statua della Libertà.
L’esperienza si è poi completata con il mese trascorso in Italia dalla ragazza americana ospitata da Chiara e dalla sua famiglia. La famiglia italiana l’ha accolta con lo stesso entusiasmo, organizzando camminate in montagna, giornate nei rifugi alpini, la salita alla Scala del Monte Bianco, rafting in Francia, una visita al mare, una gita a Padova e Venezia e una serata torinese con pizza fatta in casa.
Naturalmente non sono mancate le differenze culturali, dalle abitudini quotidiane ai modi diversi di vivere il tempo libero e la vita in famiglia. Anche questi aspetti sono diventati parte importante dello scambio: occasioni per conoscersi meglio, adattarsi e trovare un equilibrio, facendo sentire tutti accolti e a proprio agio.
Il legame nato grazie allo scambio non si è interrotto con la fine del programma. Le due famiglie sono rimaste in contatto tramite mail e WhatsApp, e la famiglia americana è tornata in Italia nel marzo 2026.
Chiara ha sintetizzato così il valore dell’esperienza:
«È stata un’esperienza bellissima che rifarei assolutamente. Ho imparato molto meglio la lingua, ho imparato ad apprezzare le differenze culturali e ho imparato ad apprezzare ancora di più ciò che abbiamo qui in Italia.»
RYPEN 2026 – Creatività e lavoro di squadra
Piergiorgio, Lorenzo e Lorenzo raccontano
Piergiorgio Ravalli, 18 anni, studente del quinto anno del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Ciriè, ha partecipato al RYPEN insieme al fratello Lorenzo, 16 anni, studente del terzo anno dello stesso liceo, e a un altro Lorenzo, frequentante il terzo anno del Liceo Fermi, plesso del medesimo istituto.
Il RYPEN è un fine settimana formativo dedicato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, organizzato congiuntamente dai Distretti 2031 e 2032. Per tutti e tre i partecipanti si è trattato del primo vero contatto diretto con il mondo Rotary, che conoscevano fino ad allora soprattutto attraverso la testimonianza di Paola Carrera, amica di famiglia.
Il tema dell’edizione 2026 era la creatività, intesa non solo come capacità individuale, ma come contributo da mettere al servizio del gruppo. I ragazzi hanno riflettuto su come valorizzare le idee di ciascuno senza sovrastare quelle degli altri, imparando a riconoscere l’importanza dell’ascolto, della collaborazione e dell’equilibrio tra personalità diverse.
Un momento particolarmente significativo è stato il confronto tra creatività estroversa e creatività introversa. Piergiorgio ha raccontato che le persone più estroverse spesso aiutano il gruppo a rompere il ghiaccio e a far partire le idee, ma devono poi saper lasciare spazio anche a chi è più riservato. Le persone introverse, pur esprimendosi magari con maggiore difficoltà, portano spesso contributi molto profondi e strutturati.
Con tono leggero, Piergiorgio ha commentato:
«Mi ritengo una persona abbastanza creativa, ma devo dire che con il relatore Paolo non c’è stata competizione.»
Tra gli insegnamenti più concreti del RYPEN, i ragazzi hanno ricordato l’importanza di partire da obiettivi piccoli e raggiungibili prima di affrontare problemi più grandi. Un approccio pratico, molto diverso dalle tradizionali lezioni frontali, che ha permesso loro di sentirsi coinvolti in prima persona.
Piergiorgio ha spiegato:
«Abbiamo scoperto quanto sia arricchente confrontarsi con persone che riescono a guidarti senza farti sentire fuori posto, con un metodo di insegnamento molto diverso dalle solite lezioni frontali a cui siamo abituati a scuola. Tramite il RYPEN siamo riusciti a migliorare il modo in cui ci relazioniamo nei gruppi di lavoro.»
Il RYPEN ha coinvolto oltre trenta ragazzi, un numero record per questa edizione, provenienti dai due distretti nord-occidentali 2031 e 2032. Oltre alla formazione, uno degli aspetti più preziosi è stato la nascita di nuove amicizie e il consolidamento di legami tra giovani di età e provenienze diverse.
Piergiorgio ha sottolineato come molte di quelle relazioni siano continuate anche dopo il termine dell’esperienza.
Per lui, questo è forse uno dei risultati più importanti del RYPEN: la possibilità di costruire una rete di relazioni autentiche, capace di andare oltre i confini geografici e generazionali.
L’esperienza ha inoltre permesso ai ragazzi di scoprire il Rotary con occhi nuovi. Piergiorgio lo ha descritto come una realtà piena di idee e di voglia di fare. In un mondo che a volte appare spento o privo di iniziativa, il Rotary gli è sembrato distinguersi proprio per la sua energia. Ha ricordato anche il valore simbolico della ruota rotariana: le nuove generazioni devono essere accompagnate affinché quella ruota possa continuare a girare.
Anche Lorenzo, fratello di Piergiorgio, e l’altro Lorenzo hanno confermato la positività dell’esperienza: tre giorni intensi, laboratori coinvolgenti, un gruppo coeso fin dall’inizio e tutor sempre presenti e attenti. La conclusione è stata semplice e spontanea:
«Un’esperienza che rifarei.»
Conclusione della serata
Al termine delle tre testimonianze, la presidente del Club ha preso la parola per esprimere la propria soddisfazione. Le parole dei ragazzi hanno restituito con chiarezza il senso dell’impegno del Rotary a favore dei giovani: offrire occasioni concrete di crescita, confronto e apertura al mondo.
La presidente ha sottolineato di essersi emozionata ascoltando racconti così sinceri e maturi. Ha riconosciuto nei ragazzi la capacità di mettersi in gioco, di ascoltare, di costruire amicizie e di dare valore al confronto. Proprio per questo, ha ricordato, il Club ha scelto di investire su di loro: per dare continuità a ciò che il Rotary rappresenta oggi e per costruire insieme i service e le relazioni di domani.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto da tutti i giovani partecipanti al Club sponsor, al Distretto 2031 e a tutte le persone che hanno reso possibili queste esperienze.
La serata si è conclusa con la consapevolezza che il Rotary, attraverso programmi come RYPEN, RYLA e RYE, non offre soltanto opportunità formative, ma crea legami, apre orizzonti e accompagna i giovani nella scoperta di sé, degli altri e del valore del servizio.
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