Insieme per renderci utili alla comunità
 

Incontro con il CIS: una serata per conoscere i servizi sociali del territorio

Martedì 17 marzo 2026, nella cornice accogliente del Relais Bella Rosina, il Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo ha dedicato la propria serata conviviale a un tema quanto mai attuale: il lavoro del Consorzio Intercomunale dei Servizi Socioassistenziali (CIS), l’ente che gestisce i servizi sociali per 39 comuni e circa 120.000 abitanti nel territorio che va dall’area metropolitana torinese alle Valli di Lanzo.

Ospiti della serata il direttore del consorzio e i responsabili delle quattro aree operative — anziani, disabili, adulti, minori — insieme alla responsabile dell’ufficio tutele.

Il direttore, dott. Lorenzo Gregori, ha aperto i lavori presentando la struttura del CIS: sede centrale a Ciriè, otto sedi territoriali distribuite sul territorio, due RSA consortili, quattro centri diurni per disabili, due comunità alloggio e vari servizi a domicilio.
Il direttore ha colto l’occasione per affrontare un tema di grande attualità in questi giorni: la rappresentazione dei servizi sociali sui media. «Se ne parla tanto, e se ne parla sempre male», ha detto. «Ci sono vicende di cronaca che la fanno da padrone, raccontate sempre da un unico punto di vista. I servizi sociali non possono esporre la propria versione dei fatti quando si trovano coinvolti in queste vicende, quindi quello che arriva ai cittadini è sempre e soltanto la voce di uno dei soggetti in campo».

Il dott. Riccardo Avitabile, responsabile dell’area anziani, ha fotografato una realtà in espansione: nel 2025 le persone non autosufficienti prese in carico sono aumentate del 4,54% rispetto all’anno precedente.

Gli strumenti a disposizione del consorzio spaziano dal servizio di assistenza domiciliare (SAD, con 417 persone seguite nel 2025) agli assegni di cura per l’autonomia (184 beneficiari), dall’affidamento familiare anziani (64 nuclei coinvolti) al telesoccorso. Particolare attenzione ha riscosso il servizio «sostegno di uno», che consente agli anziani con progetto domiciliare di frequentare attività nelle RSA consortili — per socializzare, offrire sollievo ai caregiver e facilitare un eventuale percorso verso la residenzialità — senza tuttavia abbandonare il proprio contesto di vita.

Sul fronte delle criticità, Vitabile ha segnalato il blocco dei fondi del Fondo Nazionale Non Autosufficienza, attualmente fermi in attesa di erogazione: senza queste risorse, l’erogazione degli assegni di cura a decine di famiglie sarebbe a rischio.

La responsabile dell’area disabili, dott.ssa Laura Chiadò, ha illustrato un sistema che comprende strutture residenziali, centri diurni, educativa territoriale, trasporto e assistenza scolastica. L’elemento di maggiore novità è l’avvio — dal 1° marzo 2026 — della sperimentazione del decreto legislativo 62/2024, comunemente noto come «progetto di vita». Dal 1° gennaio 2027 diventerà pienamente operativo: ogni persona con disabilità avrà diritto a un progetto personalizzato, costruito insieme alla propria rete familiare e sociale, con un budget dedicato definito in collaborazione con le commissioni multidisciplinari dell’ASL.

Nel corso del 2023–2025 il consorzio ha potuto ampliare i servizi per le persone con disturbo dello spettro autisticograzie a finanziamenti ministeriali, attivando interventi sia per i più giovani che per gli adulti e percorsi di parent training per i familiari.

Ala dott.ssa Alina Balma, responsabile dell’area adulti a rischio di esclusione sociale, ha presentato dati significativi: circa 3.400 adulti seguiti nel 2024, con un incremento del 30% rispetto al 2023. Il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione (ADI) ha lasciato senza sostegno una fascia di persone che non rientrava nei nuovi requisiti, generando nuove fragilità e aggravando l’emergenza abitativa.

«Ci servono case», ha detto senza giri di parole Balma, spiegando come le graduatorie degli alloggi pubblici siano ferme da anni e come senza garanzie sia quasi impossibile collocare persone fragili sul mercato privato. Il consorzio gestisce anche il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) con 60 posti per richiedenti asilo vulnerabili, uno sportello per stranieri attivo da un decennio e il progetto Tandem, che da dieci anni assicura trasporto gratuito ai malati oncologici per i cicli di chemio e radioterapia.

La responsabile dell’area minori, Dott. Donatella Fornelli Tasi, ha voluto sgomberare il campo da un equivoco spesso alimentato dai media: «Il nostro obiettivo è mantenere le famiglie unite. L’allontanamento è sempre l’ultima ratio».

Il consorzio investe su sostegno alla genitorialitàmediazione familiareeducativa territoriale e centri per la famiglia aperti a tutti i cittadini. L’affidamento familiare è la soluzione privilegiata quando una famiglia non riesce temporaneamente a garantire il benessere dei propri figli. Le segnalazioni seguono una procedura precisa: vanno prima alla Procura, che valuta l’apertura di un fascicolo al Tribunale per i Minorenni; solo in esito a un percorso che non porta ai risultati attesi si arriva all’inserimento in comunità o all’adozione.

A concludere la serata è stata la dott.ssa Brero, responsabile dell’ufficio tutele. Nel 2025 il consorzio gestiva 144 posizioni attive tra tutele e amministrazioni di sostegno, in aumento rispetto alle 120 del 2024. Le nomine di nuovi casi nel corso dell’anno sono state 27, di cui ben 15 relative a minori.

L’ufficio — composto da una sola assistente sociale e due amministrative — segue ogni aspetto della vita delle persone affidate: gestione del patrimonio, rapporti con banche e tribunali (Ivrea, Torino, Asti e Tribunale per i Minorenni), rendiconti annuali, autorizzazioni per vendite immobiliari, assunzione di assistenti familiari, fino all’organizzazione del funerale per chi non ha più nessuno.

Un servizio utile segnalato dalla relatrice è l’ufficio di prossimità dell’Unione del Ciriacese, aperto ogni giovedì mattina dalle 9 alle 12: consente a cittadini e tutori di depositare istanze al tribunale senza dover raggiungere Ivrea o Torino, ed è aperto a tutti i comuni del consorzio.

La presidente del CIS ha concluso ringraziando i relatori e i soci del Rotary per l’attenzione. Ha ricordato una difficoltà strutturale che pesa sull’intero sistema: i fondi regionali vengono trasferiti con oltre un anno di ritardo, costringendo il consorzio ad anticipare risorse proprie per servizi già erogati. «A dicembre abbiamo ricevuto i fondi del 2024. Nel frattempo le persone avevano bisogno, e noi non potevamo aspettare».

La serata si è chiusa con la consegna del gagliardetto del Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo al direttore del consorzio, come segno di stima e vicinanza al lavoro quotidiano di una realtà che opera spesso nell’ombra, ma a beneficio di migliaia di persone.

Per una galleria completa della serata, clicca qui.