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Dormire bene, vivere meglio

Serata Interclub del 28 gennaio 2026

La serata del nostro Rotary Club si è distinta per un valore aggiunto particolare, perfettamente in linea con le recenti linee guida del Governatore: la riscoperta e la valorizzazione delle competenze professionali presenti all’interno del nostro stesso effettivo. Spesso cerchiamo relatori esterni, dimenticando che tra i nostri soci siedono eccellenze riconosciute a livello nazionale.

È il caso del nostro Enrico Rolla, socio storico e già Past President del Club, che ha intrattenuto la platea con una relazione dal titolo “Dormire bene, vivere meglio”. Dopo l’introduzione della Presidente Mariangela Brunero, che ha ripercorso le tappe della sua carriera – dalla fondazione dell’Istituto Watson nel 1979 al successo editoriale di best-seller come “Piacersi non piacere” e il recente “Insonnia” – Enrico, pur mantenendo il calore dell’amico rotariano, ha saputo vestire con autorevolezza i panni dello psicologo e psicoterapeuta, accompagnandoci in un viaggio attraverso la complessità del sonno.

L’approccio scientifico: oltre i farmaci

Rolla ha esordito chiarendo subito un punto fondamentale basato sulle linee guida europee: per l’insonnia cronica, il trattamento di prima scelta non è farmacologico, bensì la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT). L’uso di benzodiazepine, ha spiegato, dovrebbe essere limitato a poche settimane, poiché alla lunga non garantisce un sonno ristoratore e altera la struttura stessa del riposo.

La differenza tra un “buon dormitore” e un insonne, ha illustrato Enrico, è spesso mentale: il primo sa che il sonno arriverà naturalmente; il secondo vive l’ansia della prestazione, ripetendosi “Devo dormire a tutti i costi”, innescando così un circolo vizioso di stress che allontana il riposo.

Il “Diario del Sonno” e l’Igiene del riposo

Il punto di partenza per ogni miglioramento è il Diario del Sonno, uno strumento fondamentale per monitorare oggettivamente la qualità del riposo. Da qui, Rolla ha stilato una serie di regole d’oro per una corretta “igiene del sonno”:

  • Regolarità: Andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora (anche nel weekend) per programmare l’orologio biologico.
  • Ambiente: Mantenere la camera fresca e buia. Attenzione alla luce blu dei dispositivi elettronici e alle luci accese durante i risvegli notturni, che inibiscono la melatonina.
  • Condizionamento: Il letto deve servire solo per dormire. Niente TV, cibo o lavoro a letto. Il cervello deve associare quel luogo esclusivamente al riposo.
  • Alimentazione: Evitare alcol e pasti pesanti. Una curiosità supportata dalle ricerche: il kiwi sembra favorire la qualità del sonno.

Tecniche pratiche per “ingannare” l’insonnia

La parte più coinvolgente della relazione ha riguardato le strategie pratiche per gestire i momenti di crisi:

  1. Il quaderno dei pensieri: Per evitare di rimuginare a letto, è utile scrivere le preoccupazioni su un quaderno prima di coricarsi, “chiudendo” simbolicamente la giornata.
  2. Controllo dello stimolo: Se il sonno non arriva entro 15 minuti, è inutile e dannoso rigirarsi nel letto. Bisogna alzarsi, cambiare stanza, fare qualcosa di rilassante e tornare a letto solo quando si ha sonno.
  3. Rilassamento muscolare e respirazione: Rolla ha guidato i soci in un breve esempio di respirazione diaframmatica (4 secondi inspirazione, 6 espirazione) per attivare il sistema parasimpatico e calmare la mente.
  4. L’intenzione paradossa: Una tecnica sorprendente che consiste nel mettersi a letto con l’intenzione di rimanere svegli con gli occhi aperti. Paradossalmente, smettendo di sforzarsi di dormire, l’ansia cala e il sonno arriva.

La serata si è conclusa con un vivace Q&A, dove i soci hanno potuto approfondire temi come i “micro-sonni” (o power naps), la gestione del risveglio e l’attività fisica, confermando quanto l’argomento tocchi da vicino la qualità della vita di tutti.

Un grazie a Enrico Rolla per averci ricordato che le risorse più preziose sono spesso quelle che abbiamo sedute accanto a noi ogni settimana.

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