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Il contributo del service ha permesso la realizzazione di un laboratorio informatico per l'associazione di volontariato "Volare Alto".

Volare Alto, genitori, figli e l’avventura della vita è una associazione di volontariato che nasce a Rocca Canavese nel 1996 per volere di due famiglie. Quella di Giancarlo Ferrari e Marisa Bettassa, coppia di sposi entrambi con gravi problemi motori dalla nascita, e quella Ezio Facelli e Emanuela Bardini genitori di un ragazzo disabile.
L’intento della Associazione è quello di avvicinare persone in difficoltà e i loro genitori, offrendo un aiuto sia materiale che psicologico per favorire al massimo il raggiungimento della serenità e l’autonomia.
All’associazione, durante questi anni, hanno aderito una quarantina di famiglie che vogliono costruire insieme una nuova mentalità sociale atta a favorire una reale integrazione culturale e sociale delle persone più svantaggiate.
Inoltre Volare Alto si propone con forza a rendere il disabile protagonista della propria vita e delle proprie scelte e essergli a fianco per permettergli un’esistenza il più normale possibile e soprattutto far uscire le sue capacità residue tramite un ruolo attivo all'interno della collettività.

Oggetto del service è stato il cofinanziamento dell’acquisto di un furgone attrezzato per trasporto disabili, utilizzato dalla squadra “mobilità “ della CVT, che si occupa del trasporto di persone che, non potendosi spostare autonomamente, necessitano di un mezzo specifico. La squadra interviene su tre categorie di persone con disabilità:

  • persone che necessitano di trasporto in struttura ospedaliera, come ad es. i dializzati
  • persone che necessitano di esami clinici e/o trattamenti, oppure persone che sognano viaggi dei desideri, come l’ammalato di SLA che vorrebbe assistere alla partita di calcio, il disabile che desidera andare al mare o a trovare un amico oppure assistere ad uno spettacolo teatrale
  • disabili da trasportare da Torino a Sauze d’Oulx , servizio che viene svolto da 15 anni, per permettere a queste persone di partecipare a lezioni di sci con i maestri della scuola di sci Sauze Project.

La consegna ufficiale del mezzo oggetto del service è avvenuta durante una serata presso la sede della Croce Verde di Torino in Via Dorè.   Il service è stato realizzato dal nostro Club in collaborazione con gli altri del Gruppo 3 (Torino 45°Parallelo, Torino Nord, Torino Sud-Est) con il sostegno della Rotary Foundation che ha assegnato al progetto il District Grant.

Service Interclub in collaborazione con R.C. Torino 45° Parallelo, con R.C. Torino Nord, R.C. Torino Stupinigi, R.C. Torino Sud-Est, R.C. Torino Europea, R.C. Ciriè Valli di Lanzo, Inner Wheel Torino 45° Parallelo.

Il contributo è stato devoluto per il restauro di due quadri, di notevoli dimensioni e relativi alla Sindone, facenti parte della collezione dei Musei del Palazzo Reale di Torino.  Entrambi verranno collocati ai lati del portale di accesso alla Cappella della Sacra Sindone (i cui lavori di restauro sono previsti finire entro il 2018). 

I quadri erano notevolmente danneggiati a causa di perdita di tensionamento della tela, infiltrazioni di umidità, presenza di sostanze carboniose e colature della vecchia vernice protettiva.   Ad ognuno di questi danni si è provveduto con specifiche tecniche (applicazione di adesivi, riadesione, termocauterizzazione, pulitura selettiva, reintegrazione materi, ecc.) sino ad ottenere il restauro completo ma senza interpretazioni non filologicamente corrette.

La reliquia Sindone, importantissima per l’immagine dei Savoia sin dal 1453 (anno di acquisizione), è sempre stata sapientemente utilizzata dai Savoia per ricordare la gloria della dinastia. Entrambe le opere furono commissionate da Re Carlo Alberto nell’ambito del programma di celebrazione della dinastia sabauda.

Il primo quadro, è di Giovanni Marghinotti (Sarzana 1802, La Spezia 1869) raffigura Carlo III che venera la Sindone a Chambéry”(1844).   Il restauro ha permesso di mettere in evidenza anche i sottilissimi tratti con cui il pittore aveva raffigurato sul lenzuolo il volto ed il corpo di Cristo.

Il secondo quadro, sempre ambientato a Chambery, è di Camillo Pucci (Cagliari 1798 - 1865) “Il Beato Amedeo di Savoia fa l’elemosina ai poveri” (1842) e rappresenta il Beato Amedeo IX ed alcuni membri della famiglia reale nell’atto di dispensare l’elemosina ai sudditi riconoscenti.  Anche in questo caso la raffigurazione riporta un preciso messaggio: il re che dispensa l’elemosina è santo e garante della pace.

 

 

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